Implantologia

Tecniche Implantari



Monofasica - Post-estrattiva - Sincristallizzazione a flusso di Argon
Le tecniche usate sono le più aggiornate finora conosciute sia nell’Odontoiatria generica che in quella specialistica.

Nel campo implantologico la tecnica più usata è la monofasica post-estrattiva a carico immediato; dato che uno dei requisiti fondamentali per ottenere una buona osteointegrazione (stretta e tenace adesione con l’osso) è l’immobilità dell’impianto specialmente nel periodo immediatamente successivo al suo inserimento,questi impianti possono essere subito solidarizzati reciprocamente in modo semplice, rapido, efficace e preciso attraverso un processo di saldatura intraorale.

Si tratta della possibilità di unirli reciprocamente mediante immediata saldatura di una barra in titanio costituendo una sorta di staccionata, il tutto non provoca né dolore né riscaldamento attorno alla saldatura (Sincristallizazione a flusso di Argon)* tale tecnica offre al paziente una serie di vantaggi come:
- La possibilità di inserire l’impianto subito dopo l’estrazione, senza l’attesa dei 4-7 mesi di guarigione dell’osso.
- La possibilità di mettere lo stesso giorno dell’intervento la protesi fissa semi-provvisoria (in Policeramica biologica Diamond Crown) in modo che il paziente già a cena userà i nuovi denti.
*(“Salute” suppl.Republica data 03-05-2007 pag16)

L'Implantologia è sicura quando è supportata da Strumenti, Tecniche e Protocolli

Quante domande senza risposta ...finora.

-Perchè bisogna affidare solo alla "sensibilità chirurgica" la scelta di una fresa e condizionare così, con un passaggio impreciso, il risultato finale?
-Perchè non'è possibile raccogliere introperatoriamente numeri e immagini identificativi del grado di consistensa del tunnel implantare, dati sensibili per la selezione finale dell'inserto?
-Perchè non si può descrivere il comportamento compressivo di tutta la superficie implantare all'interfaccia ossea anzichè disporre solo di un "picco" generato dal momento finale del serraggio manuale del cricchetto?
-Perchè è spesso complicato stabilizzare sufficientemente un impianto o viceversa si può rischiare di "schiacciarlo" eccessivamente?
-Perchè non esiste un sistema chirurgico che, per ogni step procedurale, controlla il livello di precisione del passaggio clinico, autorizzando l'esecuzione della fase successiva?
-Perchè non c'è un motore che, in condizioni anatomiche definite può eseguire in forma completamente automatizzata l'intera procedura di incorporazione implantare?

Oggi, finalmente queste domande hanno una risposta autorevole.
Con il nuovo motore per implantologia  TMM2 della I.D.I evolution, siamo in condizione di stabilire con estrema precisione la classe ossea del tunnel implantare ed il grado di stabilità primaria della fixture.
All'operatore resta solo il compito, importantissimo, di interpretare i dati ed i diagrammi elaborati dal motore: l'analisi delle curve grafiche definisce con chiarezza, la tipologia ossea e la qualità della stabilità implantare, lasciando al clinico ogni ulteriore decisione relativa al destino funzionale dell'inserto incorporato.